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Baschiri
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I mwlgbaschiri (Башҡорттар, mwlwbašqorttar /baʃqortːar/ in mwmqlingua baschira; Башкиры, mwmgbaškiry, in mwmwrusso) sono un mwnagruppo etnico di origine mwnqturca stanziato principalmente in mwngBaschiria (Russia). La presenza di comunità baschire è inoltre significativa nella mwnwRepubblica del Tatarstan, nel mwoaTerritorio di Perm' e negli mwoqoblast' di mwogČeljabinsk, mwowOrenburg, mwpaKurgan, mwpqSverdlovsk, mwpgSamara e mwpwSaratov.
La lingua più diffusa tra i baschiri è il mwqqbaschirocite-ref-10[10], una lingua del mwrgramo mwrwkipčako appartenente alla mwsafamiglia linguistica turca; una minoranza, composta da circa 4.000 individui, parla invece dialetti con caratteristiche affini alla mwsqlingua tatara. La maggior parte dei baschiri conosce, oltre al proprio idioma, anche il mwsgrusso.
Contents
• Storia
• Cultura
• Note
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Storia
Il popolo dei baschiri è menzionato per la prima volta in un racconto contenuto nelle cronache cinesi della mwtgdinastia Sui, risalenti al mwtwVI secolo. Tali fonti li descrivono come uno dei nove popoli della grande confederazione Tiele, di cui facevano parte anche mwuamagiari e mwuquiguri. Il documento li colloca tra i popoli di mwugorigine turca, originariamente organizzati in 45 clan, articolati in circa sette rami principali tuttora esistenti.
Il nome mwvaBaškort compare per la prima volta in fonti scritte intorno al mwvqX secolo, nei resoconti di viaggio di mwvgIbn Faḍlān, il quale, descrivendo i suoi spostamenti attraverso le terre dei mwvwbulgari del Volga, menziona i baschiri come un mwwapopolo di forti guerrieri, temuti e rispettati dalle popolazioni vicine. Secondo mwwqIbn Faḍlān, i baschiri vivevano in comunità stanziali basate sull'allevamento e la pastorizia, distinguendosi così dai popoli nomadi limitrofi. Fino al mwwgXIII secolo erano insediati nei territori compresi tra il mwwwVolga e il mwxaKama, nella regione degli mwxqUrali tra mwxgPerm' e l'odierna mwxwOrsk.
Le prime fonti europee che citano i baschiri si trovano nei resoconti di mwyqGiovanni da Pian del Carpine e mwygGuglielmo di Rubruck. Questi viaggiatori, che entrarono in contatto con comunità baschire nelle regioni a nord del fiume mwywUral, denominarono tale popolazione mwzaPascatir e riportarono erroneamente che la loro lingua fosse «molto simile all'mwzqungherese».
Con l'arrivo dei mwzwmongoli, ai baschiri fu concesso l'accesso anche alle più alte cariche di potere; tuttavia, dopo la caduta del mwaaKhanato di Kazan nel mwaq1552, iniziò una fase di declino. Nel mwag1557 le truppe mwawrusse occuparono il territorio baschiro e, dopo aver perpetrato un violento massacro della popolazione, costrinsero i baschiri a stipulare un «patto di amicizia» che sanciva, di fatto, l'annessione dei loro territori. Nel mwba1574 lo zar mwbqIvan IV ordinò la costruzione della città di mwbgUfa (anticamente nota come Efe, luogo di culto mwbwtengrista) nel territorio baschiro, come presidio difensivo contro gli attacchi dei mwcakirghisi. In quanto popolazione di frontiera, i baschiri furono frequentemente esposti alle incursioni dei gruppi nomadi vicini, dirette verso i territori russi.
Nel mwcg1676 si ribellarono al dominio zarista sotto la guida di Seit, figura la cui storicità è incerta a causa delle numerose tradizioni leggendarie. Sebbene inizialmente riuscissero a mettere in difficoltà le forze zariste, la rivolta fu infine repressa nel sangue. Una seconda insurrezione scoppiò nel mwcw1707, in risposta alle violenze perpetrate dagli ufficiali russi, che saccheggiavano e incendiavano i villaggi baschiri; anche questa rivolta fu tuttavia soffocata.
Nel 1774 i baschiri sostennero l'insurrezione di mwegEmel'jan Ivanovič Pugačëv, combattendo al suo fianco sotto il comando del nobile mwewSalavat Julaev, oggi considerato un mwfaeroe nazionale. Successivamente, Julaev guidò una propria rivolta per la liberazione del suo popolo, anch'essa repressa. Nel mwfq1786 i baschiri ottennero l'abolizione delle pesanti imposte annuali dovute all'mwfgImpero russo, sebbene continuarono le dispute per il controllo delle terre di confine.
Durante la mwgaRivoluzione russa, i baschiri furono il primo popolo a tentare di dichiarare la propria indipendenza dal dominio russo (6 novembre 1917), fondando la repubblica del mwgqBashkortostan.cite-ref-11[11]
Cultura
I baschiri possiedono una delle tradizioni mitologiche più ricche tra i popoli di lingua turca. Molte opere letterarie sono state trascritte solo in epoca recente, essendo state a lungo tramandate oralmente. Il più celebre esempio è il poema mwiaUral Batyr, dal quale prendono il nome i mwigmonti Urali.cite-ref-12[12]
La cultura baschira è caratterizzata da un ricco patrimonio mwkafolclorico, che comprende danze e costumi tradizionali. I baschiri sono inoltre noti per l'antica pratica dell'apicoltura forestale, consistente nella raccolta del mwkqmiele da api selvatiche, tuttora diffusa e all'origine di un prodotto considerato tra i più pregiati al mondo.cite-ref-13[13]
Note
cite-note-11. mwnamwnqmwng2002 census, su mwnwperepis2002.ru mwoa(archiviato dall'mwoqurl originale il 20 febbraio 2012).
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cite-note-66. mw1gmw1wmw2a2000 census, su mw2qdemoscope.ru.
cite-note-77. mw3qmw3gmw3w2009 census (mw4amw4qRAR), su mw4gbelstat.gov.by mw4w(archiviato dall'mw5aurl originale il 22 luglio 2011).
cite-note-88. mw6amw6qmw6g2010 census (mw6wmw7aPDF), su mw7qpmlp.gov.lv. mw7gURL consultato il 13 dicembre 2012 mw7w(archiviato dall'mw8aurl originale il 22 luglio 2011).
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cite-note-1212. ↑ mwaramwaremwariQuattro supereroi dei poemi epici dei popoli della Russia che farebbero impallidire Iron Man, su mwarmit.rbth.com.
cite-note-1313. ↑ mwarcmwargmwarkBashkortostan, il cuore del miele della Russia, su mwaroapicoltura.ilari.it.
Bibliografia
• mwar4Giovanni da Pian del Carpine, mwar8Liber Tartarorum, edito sotto il titolo mwasaRelations des Mongols ou Tartares, di d'Avezac, Paris, 1838).
• mwasiWilliam of Rubruck, mwasmThe Journey of William of Rubruck to the Eastern Parts of the World, mwasqLondra, 1900.
• Semenoff, Slovar Ross. Imp., s.v.
• Frähn, "De Baskiris", in mwascMem. de l'Acad. de St-Pitersbourg, 1822.
• Florinsky, in mwaskmwasoVestnik Evropy, 1874.
• Katarinskij, mwaswDictionnaire Bashkir-Russe, 1900.
• mwas4depts.washington.edu, https://web.archive.org/web/20060207163018/http://depts.washington.edu/uwch/silkroad/texts/rubruck.html Titolo mancante per url urlarchivio (aiuto). URL consultato il 29 aprile 2019 (archiviato dall'url originale il 7 febbraio 2006).
Altri progetti
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Collegamenti esterni
• mwatq(EN) mwatuhttp://www.bashkortostan.ru mwatyArchiviato il 22 luglio 2011 in Internet Archive. Sito ufficiale della repubblica di Baškortostan
• mwatk(EN) mwatohttps://web.archive.org/web/20061014044621/http://eng.bashinform.ru/ "Bashinform", agenzia di notizie baschira
• mwatw(EN) mwat0http://www.bashkortostan450.ru/index.php?lg=eng§ion=0 mwat4Archiviato il 4 marzo 2007 in Internet Archive. Sito ufficiale per il 450º anniversario dell'unione tra il Baškortostan e la Russia